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News :: 2010


PROSOLIDAR PER IL PAKISTAN. APRIAMO UNA NUOVA CAMPAGNA DI SOLIDARIETA' CON UN CONTRIBUTO DI 30.000 EURO GIA' INVIATI TRAMITE UNHCR

Dopo Haiti un'altra immane tragedia in Pakistan
E' passato più di un mese e mezzo dalle prime inondazioni, causate dalle piogge monsoniche particolarmente violente - 20.000.000 di pakistani sfollati - rischi di epidemie di malaria, di tifo e di colera. Aiutiamo il Pakistan tutti insieme, facciamo appello ancora una volta alla generosit delle lavoratrici e dei lavoratori per sostenere l'emergenza e la ricostruzione di questo Paese messo in ginocchio da fenomeni atmosferici mai registrati nel passato

I cambiamenti climatici che in varie parti del mondo si manifestano con estrema violenza producono effetti disastrosi: piogge torrenziali, cicloni con venti che raggiungono i 200 Km/H, desertificazione. Si stanno ripresentando le condizioni per una nuova ondata di calore nei Paesi interessati dalla corrente del Nino, che nelle periodiche oscillazioni termiche sta facendo registrare l epunte degli anni '97/98. Si attende una notevole diminuzione del raccolto del riso e della pesca nel Pacifico, a causa della riduzione delle piogge in alcuni Paesi e del riscaldamento delle acque superficiali che non consente l'emergere del plancton. Tutto questo causa in altre parti del Pianeta, con forze crescenti, modifiche straordinarie del clima.

In Russia  gli incendi sono stati causati dalla peggiore ondata di calore di sempre. Secondo l'agenzia stampa Bloomberg, nella zona di Mosca, soffocata dallo smog causato dagli incendi, le temperature sono salite intorno ai 38 °C. Il fumo è restato intrappolato negli anticicloni, zone di alta pressione atmosferica che si formano quando i venti monsonici creano uno stabile strato d'aria ad alcune migliaia di metri di quota sulla superficie terrestre.
Sia la Russia che il Pakistan stanno sperimentando "notevoli" rialzi delle temperature nel 2010, che si avvia a diventare uno degli anni più caldi da quando, intorno al 1880, è cominciata una rilevazione regolare delle temperature.

Nove paesi hanno battuto i loro precedenti record di ondate di caldo, tra cui, appunto, il Pakistan, dove il 26 maggio scorso si sono raggiunti i 53,3 °C, la più alta temperatura mai registrata in Asia.
Per alcuni scienziati fenomeni estremi come ondate di calore, siccità, e alluvioni monsoniche stanno aumentando a causa del riscaldamento globale, e i disastri in Russia e Pakistan potrebbero esserne degli indicatori.

In Pakistan gli effetti sono stati disastrosi.

Piogge ininterrotte, portate da venti monsonici violentissimi, hanno alimentato oltre le possibilità di tenuta degli argini i fiumi più importanti a cominciare dell'Indo: 1667 morti, 1.200.000 case distrutte, centinaia di migliaia di ettari di territorio inondati, 20.000.000 di persone sfollate, ospitate in campi con condizioni igieniche spaventose.

Il problema principale è l'acqua potabile. La gente assetata beve acqua infetta e le malattie stanno facendo le prime vittime. C'è il rischio concreto di una pandemia senza controllo. 

Forse per le vacanze estive, che distraggono anche i mezzi di informazione che hanno trascurato colpevolmente questa nuova catastrofe umanitaria, forse per la vicinanza con un'area di guerra così complessa come l'Afghanistan per la quale i pakistani sono spesso accusati di coprire i miliziani talebani, come per il Darfur ed altre zone dimenticate, la tragedia del Pakistan non ha mobilitato i governi occidentali. L'ONU ha richiesto 450 milioni di dollari. ne sono arrivati meno di 150. Le sue agenzie sono mobilitate per raccogliere fondi dai privati, masenza una adeguata copertura informativa, quello che avviene in Pakistan appare come in un film, lontano.

Prosolidar non si volge dall'altra parte e lancia alle parti sociali del settore un appello a far sentire con forza la loro solidarietà alle popolazioni colpite da questa immane sciagura. 

In diciotto mesi è la terza grande iniziativa che vogliamo prendere in favore di chi ha perso tutto quel poco che aveva, casa, animali, campi.

Dopo l'Abruzzo e Haiti ora il Pakistan: chiediamo a tutti di sostenere con la consueta generosità questa iniziativa. Il corrispettivo di un'ora di lavoro potrà donare una speranza di vita a migliaia di persone.....

Facciamo sentire loro, da vicino, la nostra solidarietà, diamo una mano al Pakistan